27° MOSTRA FOTOGRAFICA INTERNAZIONALE
Inaugurazione 01 novembre 2008 ore 10,30
presso la Sala del Maggior Consiglio - Palazzo dei Priori Volterra (Pisa)
Esposizione: Logge Palazzo Pretorio 01-09 novembre 2008
10,30-12,30 / 16,30-19,30
INAUGURATO
Osservatorio Astronomico Pubblico "Città di Volterra" 19 ottobre 2008 "Il Vile" loc. Mazzolla - Volterra (Pisa)

Fino ad ora, la presenza di pianeti extrasolari intorno a stelle doppie, è stato considerato un caso raro, al contrario potrebbe essere più frequente di quanto gli scienziati pensavano.
Sul totale di sistemi planetari osservati dagli studiosi, quelli con stelle doppie sono così frequenti quanto quelli con stelle isolate, infatti, degli oltre 200 pianeti extrasolari scoperti fino ad ora, circa 50 orbitano intorno ad una stella binaria e risultano essere ad una distanza tra i 50 e i 200 anni luce da noi.
Circa il 40% di questi sistemi, quindi possiedono un disco proto-planetario, del tutto simile a quello delle stelle solitarie e che darà origine ad un insieme di pianeti.
Venere, secondo pianeta per ordine di distanza dal Sole, ha una temperatura di
Le atmosfere dei due pianeti, “cugini” per volumi, sono totalmente distinte, infatti l’atmosfera venusiana è composta per la maggior parte di anidride carbonica e le nuvole formate da goccioline producono piogge di acido solforico.

Probabilmente, in un lontanissimo passato, le condizioni atmosferiche dovevano essere simili alle nostre, forse ricco di acqua, Venere poteva essere ricoperto da ampi mari oggi inesistenti.
Il colpevole sembra essere il nostro Sole, che riversa nello spazio un gran numero di particelle cariche strappando, all’alta atmosfera venusiana, particelle di ossigeno, idrogeno ed elio.
Negli ultimi 4 miliardi e mezzo di anni, la nostra stella avrebbe scisso le molecole di vapor acqueo dell’atmosfera di Venere, per poi spazzarle via dal pianeta.

Gli strati atmosferici di Venere sono così densi ed impenetrabili, che non è possibile vedere direttamente la superficie del pianeta, studiata soltanto attraverso un’analisi radar da parte delle sonde in orbita attorno al pianeta.
Gli strati atmosferici venusiani si spostano molto velocemente, facendo un giro completo del pianeta in circa 3 giorni, a causa di venti molto forti che raggiungono i
Anche le tempeste di fulmini, divampano in tutto il pianeta con maggiore frequenza di quella terrestre, scatenate dalle spesse nubi di acido solforico.
Orari dell’eclisse: ingresso nella penombra alle ore 01:35; primo contatto con l’ombra alle ore 02:43; inizio della totalità alle ore 04:01; massimo dell’eclisse alle ore 04:26; fine della totalità alle ore 04:51; ultimo contatto con l’ombra alle ore 06:09; uscita dalla penombra alle ore 07:17.
Le eclissi di Luna, si rendono visibili per qualsiasi punto della Terra, dal quale

Nell’ombra della Terra, si distinguono due parti: l’ombra vera e propria, nella quale il Sole è completamente occultato dalla Terra, e la penombra, che circonda l’ombra ed in cui la nostra stella è nascosta solo in parte. Entrando nel cono d’ombra del nostro pianeta,

All’altezza del nostro satellite, la larghezza del cono d’ombra è maggiore di quello lunare, ciò comporta che
Nella fase di totalità, la nostra Luna, che normalmente risplende di un color argenteo, si tinge di un bellissimo rosso. Molti si potrebbero chiedere perché,
L’atmosfera terrestre devia la luce solare, che può illuminare il nostro satellite solo in modo indiretto.
La colorazione della Luna, più o meno rossa, varia da eclisse a eclisse, ciò dipende: da quanto il nostro satellite sia immerso nell’ombra terrestre, infatti il centro del cono è molto più scuro dei bordi; inoltre, se l’aria è molto trasparente la nostra Luna rimane brillante, altrimenti, se sono presenti ad alta quota polveri vulcaniche, il disco lunare si tinge di rosso scuro o grigio cenere.
La cometa 17P/Holmes, tra il 23 ed il 24 ottobre scorso, ha aumentato la sua luminosità di un milione di volte, passando dalla magnitudine 17 alla 2,5 (saltando ben 15 magnitudini di differenza!!), in 24 ore e divenendo ben visibile ad occhio nudo. L’unico esempio dello stesso evento è dato sempre dalla solita cometa, che subì un’esplosione simile 115 anni fa, quando fu scoperta da Holmes.
L’effetto di una tale esplosione è stata una nube di polvere e gas, già visibile dopo due giorni, dando vita ad una chioma di polveri (di colore giallo e più piccola), e una di gas (più grande e colorata di verde). Il gas che invece ha composto la coda l’ha colorata di blu.
Con il passare dei giorni, la chioma è mutata, inizialmente circolare, è stata spinta dal vento solare in direzione opposta alla nostra stella, modellandola in una forma più allungata, simile ad una goccia. La direzione opposta al nostro Sole (detta antisolare), mostra la cometa come spoglia di coda, poiché questa rimane dietro la cometa stessa, che ce la nasconde. La cometa ha raggiunto il perielio (il punto di massimo avvicinamento al Sole) circa 5 mesi fa, ad una distanza di 2,5 Unità Astronomiche (UA – 1 UA = distanza Terra-Sole, ossia 150 milioni di Km), per cui oltre l’orbita di Marte ed a circa 240 milioni di Km da noi.

Muovendosi molto lentamente, la cometa rimarrà fino all’aprile di questo anno nella costellazione di Perseo.
Ma per quale motivo una cometa che all’apparenza sembra essere tranquilla, subisce questi aumenti improvvisi di luminosità? Varie ipotesi sono state formulate dagli studiosi, la più accreditata è questa: ad ogni passaggio al perielio, la cometa emette una quantità di gas, producendo delle cavità fino al suo interno; diventerebbe come un pezzo di groviera in insicura stabilità. Tale struttura “svuotata” si indebolirebbe e collasserebbe su se stessa, liberando del materiale più nuovo. Resta comunque da capire perché
Come avevamo già detto in una precedente pubblicazione su queste pagine, questa cometa venne scoperta il 5 novembre
Chissà che non riservi altre sorprese!!
Niente di catastrofico o disastroso, il passaggio ravvicinato di un asteroide - un grande “sasso” spaziale con la forma di una patata – transitato il 29 gennaio
Sebbene la luminosità dell’oggetto sia molto debole, della decima magnitudine (le stelle più deboli visibili ad occhio nudo sono di sesta magnitudine e perciò molto più brillanti!), e osservabile con i telescopi, è una buona occasione per gli scienziati, studiare meglio questi nostri “vicini”.

TU2 è una “vecchia conoscenza” della Terra, è già passato nel 1950 ad una distanza maggiore, circa 150 milioni di Km – la distanza Terra-Sole – e tornerà a d avvicinarsi il 20 gennaio 2046 ed il 29 dicembre 2080. Ogni anno vengono osservati centinaia di questi oggetti e per ognuno vengono studiate le caratteristiche, in modo da seguirne l’orbita, affinché non siano un pericolo per
Il 2007 è stato un anno molto triste, per vari aspetti ed il 31 di dicembre ha voluto come lasciare un caldo ricordo nel cuore degli amanti delle stelle. Il cielo perfettamente limpido e puro, come pochi in questa stagione, ha permesso a me e ai miei cari amici di poter scrutare tra le sue immensità. È stata una grande gioia poter trascorrere la fine dell’anno con i nostri cari amici Carlo e Grazia, accompagnati da altri due amici, Angela e Girolamo con cui abbiamo trascorso serenamente le ultime ore del vecchio anno. Il
(M 42: nebulosa nella costellazione di Orione. Un culla di stelle lontana circa 1500 anni luce).
