Fino ad ora, la presenza di pianeti extrasolari intorno a stelle doppie, è stato considerato un caso raro, al contrario potrebbe essere più frequente di quanto gli scienziati pensavano.
Sul totale di sistemi planetari osservati dagli studiosi, quelli con stelle doppie sono così frequenti quanto quelli con stelle isolate, infatti, degli oltre 200 pianeti extrasolari scoperti fino ad ora, circa 50 orbitano intorno ad una stella binaria e risultano essere ad una distanza tra i 50 e i 200 anni luce da noi.
Circa il 40% di questi sistemi, quindi possiedono un disco proto-planetario, del tutto simile a quello delle stelle solitarie e che darà origine ad un insieme di pianeti.
Venere, secondo pianeta per ordine di distanza dal Sole, ha una temperatura di
Le atmosfere dei due pianeti, “cugini” per volumi, sono totalmente distinte, infatti l’atmosfera venusiana è composta per la maggior parte di anidride carbonica e le nuvole formate da goccioline producono piogge di acido solforico.

Probabilmente, in un lontanissimo passato, le condizioni atmosferiche dovevano essere simili alle nostre, forse ricco di acqua, Venere poteva essere ricoperto da ampi mari oggi inesistenti.
Il colpevole sembra essere il nostro Sole, che riversa nello spazio un gran numero di particelle cariche strappando, all’alta atmosfera venusiana, particelle di ossigeno, idrogeno ed elio.
Negli ultimi 4 miliardi e mezzo di anni, la nostra stella avrebbe scisso le molecole di vapor acqueo dell’atmosfera di Venere, per poi spazzarle via dal pianeta.

Gli strati atmosferici di Venere sono così densi ed impenetrabili, che non è possibile vedere direttamente la superficie del pianeta, studiata soltanto attraverso un’analisi radar da parte delle sonde in orbita attorno al pianeta.
Gli strati atmosferici venusiani si spostano molto velocemente, facendo un giro completo del pianeta in circa 3 giorni, a causa di venti molto forti che raggiungono i
Anche le tempeste di fulmini, divampano in tutto il pianeta con maggiore frequenza di quella terrestre, scatenate dalle spesse nubi di acido solforico.
Orari dell’eclisse: ingresso nella penombra alle ore 01:35; primo contatto con l’ombra alle ore 02:43; inizio della totalità alle ore 04:01; massimo dell’eclisse alle ore 04:26; fine della totalità alle ore 04:51; ultimo contatto con l’ombra alle ore 06:09; uscita dalla penombra alle ore 07:17.
Le eclissi di Luna, si rendono visibili per qualsiasi punto della Terra, dal quale

Nell’ombra della Terra, si distinguono due parti: l’ombra vera e propria, nella quale il Sole è completamente occultato dalla Terra, e la penombra, che circonda l’ombra ed in cui la nostra stella è nascosta solo in parte. Entrando nel cono d’ombra del nostro pianeta,

All’altezza del nostro satellite, la larghezza del cono d’ombra è maggiore di quello lunare, ciò comporta che
Nella fase di totalità, la nostra Luna, che normalmente risplende di un color argenteo, si tinge di un bellissimo rosso. Molti si potrebbero chiedere perché,
L’atmosfera terrestre devia la luce solare, che può illuminare il nostro satellite solo in modo indiretto.
La colorazione della Luna, più o meno rossa, varia da eclisse a eclisse, ciò dipende: da quanto il nostro satellite sia immerso nell’ombra terrestre, infatti il centro del cono è molto più scuro dei bordi; inoltre, se l’aria è molto trasparente la nostra Luna rimane brillante, altrimenti, se sono presenti ad alta quota polveri vulcaniche, il disco lunare si tinge di rosso scuro o grigio cenere.
La cometa 17P/Holmes, tra il 23 ed il 24 ottobre scorso, ha aumentato la sua luminosità di un milione di volte, passando dalla magnitudine 17 alla 2,5 (saltando ben 15 magnitudini di differenza!!), in 24 ore e divenendo ben visibile ad occhio nudo. L’unico esempio dello stesso evento è dato sempre dalla solita cometa, che subì un’esplosione simile 115 anni fa, quando fu scoperta da Holmes.
L’effetto di una tale esplosione è stata una nube di polvere e gas, già visibile dopo due giorni, dando vita ad una chioma di polveri (di colore giallo e più piccola), e una di gas (più grande e colorata di verde). Il gas che invece ha composto la coda l’ha colorata di blu.
Con il passare dei giorni, la chioma è mutata, inizialmente circolare, è stata spinta dal vento solare in direzione opposta alla nostra stella, modellandola in una forma più allungata, simile ad una goccia. La direzione opposta al nostro Sole (detta antisolare), mostra la cometa come spoglia di coda, poiché questa rimane dietro la cometa stessa, che ce la nasconde. La cometa ha raggiunto il perielio (il punto di massimo avvicinamento al Sole) circa 5 mesi fa, ad una distanza di 2,5 Unità Astronomiche (UA – 1 UA = distanza Terra-Sole, ossia 150 milioni di Km), per cui oltre l’orbita di Marte ed a circa 240 milioni di Km da noi.

Muovendosi molto lentamente, la cometa rimarrà fino all’aprile di questo anno nella costellazione di Perseo.
Ma per quale motivo una cometa che all’apparenza sembra essere tranquilla, subisce questi aumenti improvvisi di luminosità? Varie ipotesi sono state formulate dagli studiosi, la più accreditata è questa: ad ogni passaggio al perielio, la cometa emette una quantità di gas, producendo delle cavità fino al suo interno; diventerebbe come un pezzo di groviera in insicura stabilità. Tale struttura “svuotata” si indebolirebbe e collasserebbe su se stessa, liberando del materiale più nuovo. Resta comunque da capire perché
Come avevamo già detto in una precedente pubblicazione su queste pagine, questa cometa venne scoperta il 5 novembre
Chissà che non riservi altre sorprese!!
Niente di catastrofico o disastroso, il passaggio ravvicinato di un asteroide - un grande “sasso” spaziale con la forma di una patata – transitato il 29 gennaio
Sebbene la luminosità dell’oggetto sia molto debole, della decima magnitudine (le stelle più deboli visibili ad occhio nudo sono di sesta magnitudine e perciò molto più brillanti!), e osservabile con i telescopi, è una buona occasione per gli scienziati, studiare meglio questi nostri “vicini”.

TU2 è una “vecchia conoscenza” della Terra, è già passato nel 1950 ad una distanza maggiore, circa 150 milioni di Km – la distanza Terra-Sole – e tornerà a d avvicinarsi il 20 gennaio 2046 ed il 29 dicembre 2080. Ogni anno vengono osservati centinaia di questi oggetti e per ognuno vengono studiate le caratteristiche, in modo da seguirne l’orbita, affinché non siano un pericolo per
Il 2007 è stato un anno molto triste, per vari aspetti ed il 31 di dicembre ha voluto come lasciare un caldo ricordo nel cuore degli amanti delle stelle. Il cielo perfettamente limpido e puro, come pochi in questa stagione, ha permesso a me e ai miei cari amici di poter scrutare tra le sue immensità. È stata una grande gioia poter trascorrere la fine dell’anno con i nostri cari amici Carlo e Grazia, accompagnati da altri due amici, Angela e Girolamo con cui abbiamo trascorso serenamente le ultime ore del vecchio anno. Il
(M 42: nebulosa nella costellazione di Orione. Un culla di stelle lontana circa 1500 anni luce).

Torno a scrivere sulle pagine di questo blog dopo tanto tempo, per “annunciare” a tutti i lettori, che il telescopio dell’Osservatorio di Volterra è stato installato a fine novembre, insieme alla cupola!!
In attesa che la struttura e lo spazio circostante siano finiti, ringrazio quanti ci hanno sostenuto e ci sostengono e inserisco queste immagini cercando di invogliare tutto il “pubblico” a visitare l’Osservatorio al momento che sarà finito!!
A presto!!

In questi giorni il nostro cielo è solcato da un oggetto celeste eccentrico, interessante e spettacolare: una cometa.
La piccola cometa, che si è resa protagonista dell’improvviso aumento di luminosità, e l’ha portata dalla 17 magnitudine alla 3, porta il nome 17P/Holmes. Questo aumento intenso ed improvviso di splendore – detto outburst – fa si che la cometa circumpolare, sia visibile già ad occhio nudo. Con un buon binocolo appare come una nuvoletta rotonda o
un batuffolo di cotone, mentre ai nostri telescopi appare come nella foto sotto riportata.

È una cometa periodica, orbita intorno al Sole provenendo dallo spazio di Giove ogni 6,88 anni, quindi si è addentrata all'interno del nostro Sistema Solare molte volte. Avvicinandosi alla nostra stella, i gas al suo interno esplodono fino a gettare nello spazio le polveri, che riflesse dal Sole, producono l’aumento di lucentezza. Al momento la cometa non ha molta coda, ma non è escluso che possa svilupparla.
17P/Holmes non è nuova a tali episodi di spiccato splendore, infatti già in passato aveva mostrato dei repentini outburst con un aumento temporaneo di luminosità, durante i quali Edwin Holmes il 6 novembre 1892 la scoprì!! L’osservatore stava infatti puntando la galassia di Andromeda (M 31) quando si imbatté nella cometa sconosciuta.
L’oggetto si trova attualmente nella costellazione del Perseo, a circa 4° a ovest della stella Mirfak (alfa Persei), e a circa 243 milioni di Km dalla Terra. È facilmente rintracciabile guardando dopo il tramonto verso nord-nordest ad un’altezza di circa 20°.
Buona visione!!!
Tra pochi minuti, ricorrerà il 50° Anniversario del lancio dello Sputnik 1, che dal 4 ottobre del 1957 ha rappresentato l’inizio dell’era spaziale. Fu il primo satellite artificiale in orbita, pesava circa
Il programma Sputnik ebbe inizio nel 1948, quando gli studiosi intuirono la possibilità di modificare i missili militari in vettori per il lancio dei satelliti. L’annuncio del successo del lancio, venne dato da Radio Mosca la notte tra il 4 ed il 5 ottobre 1957. Con questo lancio, l’Unione Sovietica colse di sorpresa l’America, che spedì in orbita il suo primo satellite artificiale il 31 gennaio del 1958: l’Explorer 1.
Gli strumenti a bordo dello Sputnik rimasero funzionanti per circa 21 giorni; formato da una sfera in alluminio e con 4 antenne lunghe circa
È davvero doveroso ricordare l’importanza di questa missione, che dette il via alle successive missioni spaziali.

Sono ormai tanti anni che osservo la Luna, fin da bambina ad occhi nudi o con il binocolo, da circa dieci anni attraverso un telescopio. eppure è una bellezza che non annoia mai, nonostante il suo continuo ruotare intorno a noi e le sue fasi sempre precise. a Belforte l'ho vista diversa, l'ho vista più bella e più ricca. l'ho vista magnifica! forse per le condizioni metereologiche molto buone, forse per la cara compagnia o per il pensiero di chi non c'è più. la Luna era magnifica, non avrei più smesso di guardarla, scorgevo particolari che ci sono sempre stati, ma per me erano come nuovi e più belli, effetti della morfologia selenica che sembravano unici e irripetibili. veniva da chiedersi, come sono avvenuti? come ha fatto un sasso spaziale a creare questa struttura? non sono brava a descrivere quello che vedevo, nè quello che sentivo, sono cose che vanno viste, non ci sono parole e ognuno le vede in modo diverso. e ringrazio la nostra amica Enrichetta - "vicepresidente" del Club delle Stelle - che, in compagnia di quanti hanno partecipato, l'osservazione del cielo aveva un aspetto tutto unico.